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Una bellezza che non lascia scampo
Regia: Francesca Pirani
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La depressione.
Non quella che siamo abituati a vedere nel vicino di casa che soffre d'insonnia
e si imbottisce di Prozac. Non quella patologica con dottori e psicofarmaci.
Non quella dei capelli unti e dello sguardo sbarrato. La depressione nel
suo significato etimologico. La depressione come status incorporeo, sotterraneo,
intimo, occultato, immateriale, personale, intrinseco, misterioso, individuale.
La realtà non la si vede solo perché non la si vuol vedere,
si preferisce essere ciechi e sordi piuttosto che vivi, è più
facile sottostare a norme di un ordine precostituito che vivere nella
coscienza di sé e del proprio flusso energetico. Lasciarsi andare
implica sacrificio. Sacrificio della propria immagine fittizia. Sacrificio
della propria posizione costruita. Quanto si è disposti a sacrificare
di sé per vivere pienamente la verità? Ci si può
spezzare in due e vivere due vite, una schiacciati da un amore razionale,
rassicurante ma senza guizzi e una dilaniati dalla passione ma persi nell'incertezza
dell'istinto e della caducità dei sensi? Forse si può scegliere
Ma
il divario genera il male. Il male oscuro. Tutto ci cade addosso come
un macigno quando in realtà ha il peso di una piuma. E' difficile
districarsi in una realtà in cui ci si sente sempre fuori posto.
Si tenta di plasmare il nostro spirito nella forma più accettabile
possibile e ci si illude di riuscire a rispettare questa Norma generalizzata
ma basta un attimo, uno sguardo, un gesto e tutto salta, si scardina e
non lascia scampo. |
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