UNA HOSTESS TRA LE NUVOLE

Titolo originale: View from the top
Regia: Bruno Barreto
Cast: Gwyneth Paltrow, Candice Bergen, Mark Ruffalo, Christina Applegate, Kelly Preston, Mike Myers, Rob Lowe
Sceneggiatura: Eric Wald
Fotografia: Alfonso Beato
Musiche: Theodore Shapiro
Costumi: Mary Zophres
Origine: USA, 2002
Durata: 86'

Ne è passato di tempo da "Quattro giorni a settembre"! E purtroppo molto più tempo è passato da "Dona Flor e i suoi due mariti"! Ma il povero Barreto sembra non essersene accorto. E come biasimarlo? Dopo la sua prima trasferta a stelle e strisce con "Bossa Nova", commediola romantica non proprio memorabile, il regista brasiliano si è fatto risucchiare dal ciclone tritatutto hollywoodiano, abbagliato da guadagni milionari e da satanici compromessi alla Rosemary's baby. E proprio come Mia Farrow, anche Barreto ha partorito un demonietto. Questo "View from the top" non sarà l'anticristo ma quanto a bruttezza ci si avvicina molto. Ancora una vittima del temutissimo mostro bifronte i cui tentacoli si spostano da una parte all'altra della Terra, fagocitando, in nome dei verdoni, corpi, anime e culture, una terribile creatura nata nei bassifondi degli studios newyorkesi, nota ai più con il nome di Miramax!
E la domanda sorge spontanea: "Ma Barreto adesso dormirà sonni tranquilli?". Ne dubitiamo fortemente. Si potrà mai liberare del ricordo della sceneggiatura più insulsa della storia del cinema (l'ascesa sociale di una sciacquetta che vuole fare la hostess ma pure la brava mogliettina!!!), ulteriore testimonianza del coma irreversibile di cui soffrono gli autori (???) di Hollywood? Si potrà mai liberare del ricordo di una storia in cui una hostess si sente arrivata se serve caviale e champagne sulla linea New York-Parigi e una sfigata se serve noccioline e acqua tonica su quella NewYork-Cleveland? Si potrà mai liberare del ricordo delle musiche frastornanti con cui ha infarcito ogni scena del film, rendendo tutto talmente fastidioso da sembrare piombati in un film musicarello con Rita Pavone? Si potrà mai liberare del ricordo di Candice Bergen che si vanta di aver inventato la mossetta con cui le hostess indicano ai passeggeri il posto dei bagagli??? E soprattutto si potrà mai liberare del ricordo della penosa performance della Paltrow che, illudendosi di essere Meryl Streep, crede di potersi cimentare con tutti i ruoli possibili? E la domanda (ri)sorge spontanea: "Ma alla Paltrow non era bastato "Amore a prima svista" per mostrare al mondo il suo inesistente talento di comica (e io aggiungerei pure di attrice)?". Le malelingue dicono che la Paltrow, dopo la morte del padre, non sappia più scegliersi i film, a me sembra che sì non se li sa scegliere i film ma che ancor di più non li sa interpretare! E vabbè un altro caso di imperdonabile svista dei parrucconi dell'Academy Award che le hanno dato un vergognoso Oscar invece di tante botte come avrei fatto io! Peggio per loro adesso se la devono puppare!
Un consiglio a Barreto: e se ce ne tornassimo a Rio? Chissà forse il carnevale, qualche bel culo e un po' di psicofarmaci ti possono aiutare a dimenticare…

Marco Catola