Un Aldo qualunque

Regia: Dario Migliardi
Cast: Fabio De Luigi, Neri Marcorè, Giuseppe Battiston, Michele Bottini, Manuela Ungaro, Claudio Botosso, Silvana Fallisi, Omar Pedrini
Sceneggiatura: Dario Migliardi, Salvatore De Mola,Valeria Giasi
Origine: Italia, 2002
Durata: 85'
Sito: www.unaldoqualunque.it

 


Un Aldo qualunque. Una storia qualunque. E purtroppo un film qualunque. E forse anche un regista qualunque. Aveva lasciato ben sperare il corto di Dario Migliardi, La lettera, con Mastandrea e la Acciai, ma evidentemente questo quarantenne regista torinese non ha retto il grande salto del lungometraggio. De Luigi, strepitosa maschera da cabaret, strausata con successo dalla Gialappa's band in tv, al cinema non funziona. Come è accaduto per la Cortellesi, la Littizzetto, Albanese, Bisio, la Guzzanti, irresistibili icone del tubo catodico, che sul grande schermo perdono verve, anche De Luigi esce sconfitto dal confronto con il cinema. Non convince la sua performance nel ruolo di Aldo, uomo comune, conservatore, ipercattolico, tranquillo, imbranato, senz'arte né parte. O meglio più che non convincere, De Luigi, che riesce a non scadere nel macchiettismo (e questo è già tanto!), purtroppo non fa ridere…Sempre che fosse questo l'intento di Migliardi. Non è ben chiaro dove voglia andare a parare con questa commedia ibrida. E' un film sull'amicizia? Sugli anni Settanta? Sul calcio-scommesse? Sulla libertà? E soprattutto è una commedia? Bo? Certo è innegabile l'impegno di tutti: De Luigi è romagnolo ma ha imparato il barese (e tiene a precisare sotto l'egida di Luca Cirasola!), Bottini è di Milano e Battiston di Udine ma parlano entrambi torinese, la Ungaro è romana ma parla tedesco, la Fallisi è milanese ma parla catanese; Migliardi vuol far vedere a tutti che sa usare la telecamera e strafa con inutili dolly, vorticose zoommate ed effettoni digitali; i Timoria strimpellano e cantano per tutto il film (il loro leader, Omar Pedrini, intepreta il prete rock!); Marcorè, rifacendosi a Provaci ancora Sam di Allen, esce dal poster di Mark il poliziotto ed interagisce coi personaggi. Tutto questo è ammirevole non c'è dubbio, ma sinceramente non basta…

Marco Catola