UN FILM PARLATO

Titolo originale: Un filme falado
Regia: Manoel de Oliveira
Sceneggiatura: Manoel de Olivera
Cast: Leonor Silveira, John Malkovich, Stefania Sandrelli, Cathrine Deneuve, Irene Papas, Luis Miguel Cintra, Filipa De Almeida
Fotografia: Emmanuel Machuel
Montaggio: Valerie Loiseleux
Origine: Portogallo, 2003
Durata: 96'
Sito: www.madragoafilmes.pt/umfilmefalado



Un filme falado. Falado significa parlato. E il nuovo film di De Oliveira è un film parlato. Parlato nel senso che la protagonista, una professoressa di storia in viaggio con la sua bambina attraverso il Mediterraneo con destinazione Bombay., parla dall'inizio alla fine. Parlato nel senso che di ogni tappa del viaggio viene raccontata dalla donna la storia, le origini, le leggende, i miti. Da Ceuta fino a Marsiglia, a Pompei, ad Atene, al Cairo, ad Istanbul. Ma parlato anche perché nel film i personaggi parlano tutti una lingua diversa. Durante la crociera, infatti, a Marsiglia sale Catherine Deneuve, un'imprenditrice parafemminista e indipendente, a Pompei sale Stefania Sandrelli, un'attrice ed ex-modella, e ad Atene sale Irene Papas, una cantante famosa. Il capitano della nave, poi, è John Malkovich, americano di origine polacca. Allora la Deneuve parla francese, la Sandrelli italiano, la Papas greco e Malkovich inglese. Nonostante le diverse lingue, i quattro si capiscono e comunicano ugualmente. Si ha quindi un coacervo linguistico che è specchio di una generale diversità, la stessa diversità che ha fatto grande ciascuna delle civiltà a cui le quattro lingue appartengono. C'è, però, un quinto incomodo: il portoghese. La donna e la sua bambina, infatti, sono portoghesi ma la loro lingua non è compresa né parlata dagli altri personaggi. E De Oliveira alla fine del film, quando sulla nave viene trovata una bomba, fa salvare tutti i passeggeri tranne la donna e la bambina. E questo proprio in virtù di una mancanza di affinità, proprio in virtù di una lontananza di civiltà e di una impossibilità di avvicinamento. Insomma non c'è speranza per un nuovo mondo, con un nuovo spirito e una nuova lingua. Solo il vecchio regime, con i suoi antichi principi e le sue antiche lingue resiste incontrastato. Non c'è posto per il nuovo.
De Oliveira avrà pure 93 anni suonati ma è ancora lucido e tagliente come solo un giovane provocatore potrebbe essere e a dire il vero di giovani provocatori così ce ne sono ben pochi.

Marco Catola