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UN FILM PARLATO Titolo originale:
Un filme falado
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| Un
filme falado. Falado significa parlato. E il nuovo film di De Oliveira è
un film parlato. Parlato nel senso che la protagonista, una professoressa
di storia in viaggio con la sua bambina attraverso il Mediterraneo con destinazione
Bombay., parla dall'inizio alla fine. Parlato nel senso che di ogni tappa
del viaggio viene raccontata dalla donna la storia, le origini, le leggende,
i miti. Da Ceuta fino a Marsiglia, a Pompei, ad Atene, al Cairo, ad Istanbul.
Ma parlato anche perché nel film i personaggi parlano tutti una lingua
diversa. Durante la crociera, infatti, a Marsiglia sale Catherine Deneuve,
un'imprenditrice parafemminista e indipendente, a Pompei sale Stefania Sandrelli,
un'attrice ed ex-modella, e ad Atene sale Irene Papas, una cantante famosa.
Il capitano della nave, poi, è John Malkovich, americano di origine
polacca. Allora la Deneuve parla francese, la Sandrelli italiano, la Papas
greco e Malkovich inglese. Nonostante le diverse lingue, i quattro si capiscono
e comunicano ugualmente. Si ha quindi un coacervo linguistico che è
specchio di una generale diversità, la stessa diversità che
ha fatto grande ciascuna delle civiltà a cui le quattro lingue appartengono.
C'è, però, un quinto incomodo: il portoghese. La donna e la
sua bambina, infatti, sono portoghesi ma la loro lingua non è compresa
né parlata dagli altri personaggi. E De Oliveira alla fine del film,
quando sulla nave viene trovata una bomba, fa salvare tutti i passeggeri
tranne la donna e la bambina. E questo proprio in virtù di una mancanza
di affinità, proprio in virtù di una lontananza di civiltà
e di una impossibilità di avvicinamento. Insomma non c'è speranza
per un nuovo mondo, con un nuovo spirito e una nuova lingua. Solo il vecchio
regime, con i suoi antichi principi e le sue antiche lingue resiste incontrastato.
Non c'è posto per il nuovo. De Oliveira avrà pure 93 anni suonati ma è ancora lucido e tagliente come solo un giovane provocatore potrebbe essere e a dire il vero di giovani provocatori così ce ne sono ben pochi. Marco Catola |
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