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UN TOCCO DI ZENZERO Regia: Tassos Boulmetis
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| Nonostante
Tassos Boulmetis abbia sceneggiato e diretto in chiave autobiografica,
tuttavia l' impressione di fondo e' di trovarsi di fronte ad un' operazione
economica studiata a tavolino, almeno per quanto riguarda la prima parte.
Abbondanza di mezzi, esterni digitali, inquadrature-cartolina, velatura
di melassa e ironia di bocca buona, ogni minuzia messa in bella mostra.
Le immagini trasmettono così l' effetto finzione di uno spot da
ente turistico per un tipico prodotto da esportazione. Protagonista George Carraface, lanciato a suo tempo a livello internazionale dal "Mahabharata" di Peter Brook e un cast - di estrazione prevalentemente teatrale - un po' ridotto a galleria di macchiette, anche se alcuni bizzarri acuti di spirito ottengono la risata. Negli accadimenti tragici e determinanti (il ricatto tra islamizzazione ed espulsione, i programmi rieducativi del regime dei colonnelli, l' impotenza rassegnata di gente comune come i greci di Costantinopoli, malvisti da entrambi i nazionalismi, dunque stranieri nell' uno e nell' altro paese) non si va' al di la' della torva personificazione dell' autorita', delle lacrime dei distacchi, della rappresentazione di una comunita' spezzata, claustrofobicamente attaccata al rito collettivo della tavola. Certo affascina l' alchimia delle spezie, sebbene elevarla a filosofia fa' sorridere. Poi pero', quando si arriva all' oggi, si fanno spazio l' interiorita' e la riflessione, il raccontarsi assume un' aria piu' sincera e aperta, la matura, sommessa sofferenza coinvolge. Nell' amara consapevolezza che non basta il coraggio di cambiamenti radicali quando il destino del singolo e' segnato da forze - in questo caso si chiama militarismo - al di sopra di tutto, e nessuno puo' restituirgli la promessa di felicita' di un amore perduto nel tempo. Fedro ("Visionari" - Radio Onda Rossa) |
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