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UOMINI & DONNE, AMORI & BUGIE Regia: Eleonora
Giorgi
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| Roma,
anni 60'. Giovanni ed Anna, sposatisi molto giovani, in dodici anni hanno
avuto cinque figli. Lei, dedica gran parte del suo tempo alla famiglia,
rinunciando ai propri sogni ed aspettative nei confronti del marito: un
"mercante d'arte", dedito solo alla propria professione, molto
ambizioso, assente e distratto. Attraverso lo sguardo sensibile di Nina,
la loro secondogenita, testimone e voce narrante, si raccontano le traversie
di un nucleo familiare, che si sfascia tra il boom economico e la rivoluzione
sessuale del 68'. Nina da adulta sarà parte di quella generazione
di donne "nuove", che ha cambiato il modo di vivere la femminilità
convenzionale, vivendo la propria vita. E se nella prima parte del film
è una bimba di soli dieci anni: sensibile, occupata dai giochi, dalla
scuola, dalla danza; nella seconda parte stabilisce i suoi primi contatti
col mondo maschile, sperimenta i primi rapporti sessuali, si scontra, duramente,
con il modo di pensare della madre.
Finanziato dal Ministero dello Spettacolo, "Uomini & Donne, Amori & Bugie" è il primo film scritto e diretto da Eleonora Giorgi, girato in soli sei settimane. Il film racconta dei piccoli soprusi quotidiani cui è costellata la vita di una donna, Anna, del suo rendersi disponibile al marito, e della sua vendetta per la sua mancata dedizione a lei e alla famiglia. La scelta della Muti (in partenza per gli Stati Uniti per il nuovo film "The Heart is deceitful above all thinghs", diretto ed interpretato da Asia Argento) è più felice rispetto a quella di Giommarelli, che non riesce a calarsi nella parte fino in fondo ed ad inquadrare il personaggio di Giovanni, così come anche gli altri interpreti, che risultano poco verosimili. "Uomini & Donne, Amori & Bugie" non è solo dalla parte delle donne che, come Anna, dedicano tutta la propria vita alla "casa" e subiscono il dispotismo dei mariti, ma la neo- regista spiega che sta dalla parte di Giovanni, un uomo inserito nella realtà del suo tempo. Negli anni sessanta, i padri incutevano timore, erano sempre nervosi, ma faceva parte del ruolo, che richiedeva loro la società. Anna risulta la prima donna che, dopo la scoperta del tradimento del marito, rifiuta il modo di vivere usuale, dedicandosi, alla fine, a Dio. Nel complesso, l'idea del film resta convenzionale e ad accompagnare i personaggi e i loro stati d'animo concorre la musica di Andrea De Carlo, autore di "Treno di Panna" e "Pura vita", che accoglie la richiesta della Giorgi, dopo quindici anni di distanza da "Il volpone", a passare alla regia, indagando con il suo lungometraggio il rapporto uomo-donna e cercando, al contempo, di capire le loro relative posizioni. Grazia Monteleone
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