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UZAK Regia: Nuri
Bilge Ceylan
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del Gran Premio della Giuria e della Palma per i migliori attori (Ozdemir
e Toprak) al Festival di Cannes 2003, ecco che esce anche da noi (dopo un
anno!) Uzak, tipico film da festival che piace tanto ai critici (francesi
soprattutto) e poco al pubblico. Mahmut è un fotografo turco che vive un momento di crisi per la fine dei grandi ideali. E trascina piattamente la sua vita tra i set fotografici e una donna con cui ormai l'amore è finito. Un giorno viene a fargli visita un giovane parente che, con la scusa di cercare lavoro al porto, gli si installa in casa e non se ne va più. Inutile dire che la sua vita non sarà più la stessa. Il film sta effettivamente tutto nei volti dei due interpreti. Diametralmente opposti: uno emaciato, rassegnato, intristito; l'altro curioso, scoordinato, simpatico. Si incontrano, si scontrano, quasi inconsapevolmente. La confusione dell'uno travolge la regolarità dell'altro. Si spiano, si osservano, non si capiscono. Vivono entrambi una crisi (familiare, economica, sentimentale). Reagiscono in modo diverso. Soffrono in modo diverso. Il disordine e l'ordine. La precarietà e la sicurezza. Il giorno e la notte. La crisi coglie però entrambi. Senza lavoro. Senza amore. Ma forse insieme. Marco Catola
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