È sicuramente un evento l’arrivo, a lungo atteso, in Italia, grazie alla distribuzione di Medusa, del documentario Valentino: The Last Emperor, incentrato sullo stilista italiano Valentino Garavani. La pellicola, presentata al Festival di Venezia nel 2008, ha fatto impazzire gli americani alla sua uscita nelle sale la scorsa primavera, ed è entrata nei giorni scorsi nella shortlist dei prossimi Academy Award nella categoria “miglior documentario”.
Valentino può essere davvero definito l’ultimo imperatore di quel mondo della moda come viene immaginato da noi non addetti al settore. Un mondo che non esiste più, così trascinato nella industrializzazione e commercializzazione, che ha perso la sua antica magia. Valentino è stato creatore di abiti di alta moda, ha vestito le donne più belle, popolari e potenti della storia del cinema, della politica, dello spettacolo, a cominciare dalla First Lady americana Jacqueline Kennedy, entrata nel mito anche per merito della straordinaria eleganza con la quale si mostrava in pubblico.
Muse ed ispiratrici dello stilista furono i lamé indossati al cinema da Lana Turner ed Hedy Lamarr. Matt Tyrnauer, giornalista di Vanity Fair, lo ha seguito per due anni con la sua macchina da presa, fra le sue case di Roma, Parigi, New York, Londra, la Svizzera, il suo yacht lungo 46 metri, sfilate di moda, l’incontro con personaggi di alto spicco e lignaggio, feste opulente, la casa di moda a Palazzo Mignanelli a Roma e momenti fondamentali della sua vita come l’assegnazione della Legion D’Onore, i festeggiamenti del quarantacinquesimo anno della sua carriera, nel luglio 2007 a Roma, fino all’annuncio, immediatamente dopo, del ritiro definitivo. Ma dietro tutto questo, quello che viene alla luce è soprattutto il profondo e complesso rapporto di amicizia e fedeltà che lo lega a Giancarlo Giammetti, suo socio e guida sin dall’inizio della sua avventura di artista.
Erminio Fischetti
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