Le valigie di Tulse Luper: La storia di Moab

Regia: Peter Greenaway
Interpreti: JJ Field; Caroline Dhavernas; Drew Mulligan; Nigel Terry; Raymond J. Barry; Deborah Harry; Valentina Cervi
Sceneggiatura: Peter Greenaway
Fotografia: Reinier Van Brummelen
Montaggio: Elmer Leupen; Chris Wyatt
Musiche: Borut Krzisnik
Origine: Gran Bretagna; Spagna; Italia; Lussemburgo; Olanda; Russia; Ungheria 2003
Durata: 127'
Sito: www.tulselupernetwork.com



Le avventure di Tulse Luper e delle sue 92 valigie si snodano attraverso 16 episodi che corrispondono ad altrettante prigioni nelle quali è stato rinchiuso dal 1921 fino al 1989, anno della caduta del muro di Berlino, passando attraverso la storia del Ventesimo secolo, strettamente legata ad un elemento chimico scoperto nel 1928, l'uranio (numero atomico: 92).
1921 - Primo episodio: Tulse Luper è rinchiuso dal padre in una carbonaia, la sua prima prigione, per aver demolito, insieme al suo amico Martino Knockavelli, un muro nella sua cittadina natale, Newport, Galles del sud. Valigia numero 1 - carbone.
1934 - Secondo episodio: Tulse e Martino sono nel deserto di Moab, Utah, alla ricerca delle città perdute dei mormoni. L'uranio, con le sue immense potenzialità di ricchezza, ha sconvolto la mente dei nativi di Moab; Luper è prima torturato con l'accusa di essere alla ricerca del prezioso elemento e poi imprigionato dallo sceriffo per aver sedotto una minorenne. Riuscirà a fuggire grazie al prezioso amico Martino.
1938 - Terzo episodio: In Europa Luper è impegnato in segrete attività antifasciste, usando come copertura l'attività di corrispondente per due giornali inglesi. Alla Stazione Centrale di Anversa è imprigionato, nei bagni, dalla polizia fascista con l'accusa di spionaggio e tutti i suoi manoscritti sono trascritti minuziosamente. Entra in scena Cassie Colpitts; stenografando gli appunti di Luper resta profondamente affascinata dalla sua poliedrica personalità.
"Le valigie di Tulse Luper: La storia di Moab" è il primo episodio di una trilogia su un uomo, Tulse Luper, sorta di alter ego del regista, ossessionato dal collezionare e dal catalogare cose perse, siano oggetti, persone oppure città. L'ultima sfida del grande cineasta di "Giochi nell'acqua" e "L'ultima Tempesta" è questo progetto multimediale che comprende, oltre ai tre lungometraggi, girati interamente in digitale, siti web, serie televisive, libri e cd-rom.
Situazioni, oggetti, luoghi, persone si trasformano per Greenaway in numeri, uno dei mezzi preferiti dal regista, insieme all'alfabeto ed ai colori, per ordinare il materiale narrativo e raccontare gli eventi. Il numero chiave è il 92, numero atomico dell'uranio, ma tanti saranno anche i personaggi incontrati dal protagonista nelle sue peregrinazioni in giro per il mondo e le valigie, nelle quali Luper conserva tutte le esperienze della sua vita.
La visione del film può risultare faticosa, in parte perché "La storia di Moab" è soltanto una parte del progetto, ma soprattutto a causa dei molteplici livelli sui quali si sviluppano immagini, testo e numeri attraverso split-screen, riquadri con didascalie comprendenti testi che vanno dalle biografie dei personaggi a spezzoni della sceneggiatura, scomposizioni. Greenaway continua il suo discorso di rottura con un certo modo di fare cinema; non è interessato a raccontare semplicemente una storia perché la sua idea di cinema è legata alle immagini e non ad un testo. Le valigie di Tulse Luper è autonoma narrazione multimediale che può irritare lo spettatore ma non lasciarlo indifferente, così come il gioco all'autocitazione, realizzato attraverso rimandi alle opere precedenti inseriti come minuscoli pezzi di un intricato, ma comunque bellissimo, puzzle.

Anna Lai