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Il vento di sera Regia: Andrea
Adriatico
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| Bologna,
Marco esce dalla Stazione Centrale, inforca la bicicletta parcheggiata appena
fuori e si dirige senza fretta verso casa. Nello stesso momento Luca parla
al telefonino con Paolo, il suo compagno, che lo sta aspettando nel loro
appartamento per la cena; la macchina in garage, due chiacchiere con il
gestore, pochi metri da percorrere a piedi fino a casa, dove però
non arriverà mai, colpito a morte dal killer che pochi istanti prima
ha brutalmente assassinato il Professor Marco Biagi. Il dolore di Paolo è reso ancora più aspro dalla sua omosessualità, accorso in ospedale insieme a Francesca, una vicina di casa, non riesce ad avere notizie sulle condizioni di Luca, la loro non è una famiglia "regolare", e così soltanto dalle chiacchiere di un giornalista apprenderà che il suo compagno non è riuscito a vincere la battaglia contro la morte e con lui nemmeno l'importante uomo politico vero obiettivo del killer. Paolo fugge dall'ospedale ed inizia a girovagare in una Bologna semideserta, torrida ed appiccicosa, sfondo di piccoli drammi che si materializzano in personaggi che sembrano quasi dei fantasmi, ombre di corpi che continuano a cercare amore, a soffrire, oppure semplicemente a lanciare, senza alcun senso, freccette sul portone di una casa, come il personaggio interpretato dal cantante Giovanni Lindo Ferretti. La loro scelta è di allontanare il dolore rifugiandosi nella solitudine e nel silenzio; fortemente consapevoli della precarietà delle loro esistenze cercano disperatamente di restare aggrappati al fragile filo della vita perché "basta un poco di vento per farci volar via" (Bernard - Marie Koltès). Andrea Adriatico, al suo esordio nel lungometraggio ma con una certa esperienza come regista teatrale, trae spunto da uno spietato fatto di cronaca per riflettere sul tema del dolore per la perdita improvvisa di una persona cara, inserito però in un contesto ancora più difficile, ossia quello della "diversità", dell'omosessualità, rappresentata dal regista abruzzese come una normale scelta di vita, senza retorica e soprattutto senza cadere in luoghi comuni. Il copione ha delle lungaggini e i dialoghi lasciano a volte perplessi eppure "Il vento, di sera" non lascia indifferenti e, pur infastiditi da una certa pretenziosità, si resta colpiti dal dramma del protagonista, ben interpretato da Corso Salani. Anna Lai
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