IL VESTITO DA SPOSA

Regia: Fiorella Infascelli
Sceneggiatura: Fiorella Infascelli
Interpreti: Maya Sansa; Andrea Di Stefano; Piera Degli Esposti; Salvatore Lazzaro
Fotografia: Marco Sperduti
Montaggio: Roberto Missiroli
Musica: Andrea Guerra
Origine: Italia 2004
Durata: 100'
Sito: www.luce.it



Un giorno felice destinato a concludersi con un dramma in grado di distruggere la vita di tutte le persone coinvolte. Manca soltanto un mese alla data del matrimonio e Stella ammira allo specchio il suo bellissimo abito da sposa bianco al quale Franco, il titolare dell'atelier, sta apportando le ultime modifiche. Al tramonto di quello stesso giorno Stella è violentata brutalmente da quattro uomini e tutta la sua vita si trasforma, deturpata irrimediabilmente dal più doloroso atto di violenza a carico di un essere umano. L'amore per Andrea, il suo fidanzato, si trasforma in rancore, il matrimonio è annullato, persino studiare le diventa impossibile così lascia l'università, abbandonando il sogno di diventare veterinaria, e trova lavoro come commessa.
In un giorno di pioggia, mentre sta aspettando la corriera, Stella rivede Franco, accetta un passaggio fino alla pasticceria dove lavora e grazie a questo incontro, al quale seguiranno molti altri, Stella ritrova il sorriso e con quello anche la voglia di vivere e il coraggio per denunciare i quattro violentatori.
Quello che Stella ancora non conosce è il terribile segreto che Franco non riesce più a nascondere, i suoi amici balordi con i quali va a caccia in campagna, il ricordo di un gesto terribile che gli impedisce di lasciarsi andare all'amore che prova per lei e che lo fa sentire, per la prima volta dopo la morte della madre, legato ad un'altra persona.
Insieme potrebbero trovare una nuova vita, essere felici, ma la ricerca della verità è inarrestabile e Stella la troverà nel portabagagli dell'auto di Franco, in un giorno di sole, in una strada sul mare, in quello che doveva essere un giorno felice.
Nelle intenzioni della regista Fiorella Infascelli il desiderio di rappresentare un percorso tutto al femminile, non soltanto quello di Stella ma anche quello della madre, ma pur partendo da un'idea buona il risultato è deludente. Tutto rivela una superficialità fastidiosa, vista anche la delicatezza del tema trattato, la sceneggiatura è banale, i dialoghi inconsistenti, le scelte di regia improbabili (la scena finale è una delle più brutte viste in questa stagione) e gli attori diretti veramente male. Maya Sansa è bloccata in un sorriso forzato, Andrea Di Stefano sembra un modello di Kalvin Clein, persino la Degli Esposti fatica a dare corpo ad un personaggio, quello della madre, inconsistente e poco credibile.

Anna Lai

Conferenza stampa

d) Per la sceneggiatura del suo film si è ispirata ad un fatto di cronaca?
r) Anni fa ho visto in televisione l'intervista, fatta in carcere, ad una donna vittima di uno stupro, la quale aveva poi iniziato una storia d'amore con il suo violentatore arrivando ad ucciderlo nel momento in cui era venuta a conoscenza della verità. La ragazza mi aveva colpito per il suo modo di raccontare gli avvenimenti, parlava di un tramonto sul mare, della felicità distrutta in un secondo dallo stupro e proprio da questo aspetto nasce l'idea di realizzare il film.
d) La natura è molto presente nel suo film, quale è la ragione?
r) Effettivamente questo accadeva anche nel mio film precedente semplicemente perché mi piace molto rappresentare la natura. La scena dello stupro è ambientata in un campagna bellissima, al tramonto di una giornata di sole, la natura nella sua bellezza sta ferma a guardare gli orrori del mondo e questo rende il gesto dei quattro uomini ancora più terribile.
d) Il film racconta un fatto di cronaca, ha pensato all'impatto della pellicola sul pubblico, e soprattutto ad un possibile fraintendimento in relazione al personaggio di Franco?
r) Effettivamente lo stupratore non è rappresentato come un mostro perché volevo mostrare al pubblico anche i suoi aspetti positivi e come anche lui, nonostante il terribile gesto, aveva la possibilità di salvarsi. Io condanno fortemente lo stupro, nel mio film le persone sbagliano perché ma non c'è nessuno che dica cosa è giusto e cosa è sbagliato e di conseguenza i personaggi si comportano in modo molto libero. Maya si innamora di Franco, Andrea abbandona la fidanzata in un momento difficile, la madre non riesce a penetrare il dolore di Stella, Franco si innamora della donna che ha violentato, ma io lascio intenzionalmente il pubblico libero di crearsi una opinione.
d) Gli altri stupratori sono soltanto personaggi marginali, perché la scelta di non dirci nulla di loro, delle loro vite?
r) Il vestito della sposa è la storia personale di Stella, gli altri uomini sono ragazzi di provincia, che in un certo modo rappresentano la violenza che ci circonda, un certo imbarbarimento della nostra società.
d) Una domanda per le protagoniste, come vi rapportate con le scelte effettuate dai vostri personaggi?
r) Maya Sansa: penso che gli episodi tragici abbiano sempre degli sviluppi imprevedibili, personalmente denuncerei i violentatori ma credo anche che la reazione di Stella sia comprensibile, non sempre si trova la forza per fare quello che sarebbe giusto, soprattutto se non si ha, come nel caso di Stella, l'appoggio dei propri familiari.
Piera Degli Esposti: il mio personaggio è una donna paziente, calma ed equilibrata, che sa prendersi i suoi tempi cercando di essere sempre affaccendata, forse anche nella speranza di dimenticare. Sono stata contenta di fare questo personaggio, personalmente credo che, come lei, avrei camminato molto in campagna ma non sarei stata così brava nel concentrarmi sulle faccende pratiche, perché credo di non essere portata.
D) Potrebbe sembrare assurdo che Stella si innamori proprio del suo stupratore, dobbiamo parlare di Sindrome di Stoccolma?
Maya Sansa: assolutamente no perché Stella non sa che Franco è il suo violentatore. Semplicemente si innamora di un uomo che già conosce e del quale può avere fiducia perché è il sarto che le aveva preparato l'abito da sposa. Lo stupro è rappresentato simbolicamente da Fiorella attraverso la natura che immobile assiste a questa violenza immensa, ad un dramma che però si può superare, senza per questo assolvere lo stupratore il quale, tra l'altro, alla fine muore proprio perché è impossibile perdonare un simile gesto.

Anna Lai