VITE NASCOSTE

Regia: Simon Shore
Sceneggiatura: Patrick Wilde
Cast: Ben Silverstone, Brad Gorton, Charlotte Brittain, Stacy Hart,
Kate McEnery, Patrick Nielsen
Origine: GB, 1998
Durata: 108'
Sito: www.paramountclassics.com/getreal

Cominciamo dal titolo: perché Get real è stato tradotto con Vite Nascoste? Forse perché in Italia omosessualità=sotterfugio (non si può essere gay e vivere alla luce del sole!)? O forse perché per attirare lo spettatore c'è sempre bisogno di insinuare un senso di ambiguo? Vite nascoste, uhhh! Che sarà mai? Semplicemente irritante! E' vero che in Italia c'è il Papa, ma è possibile ricevere lezioni di apertura mentale dagli Inglesi che sono famosi per la severità dei loro costumi???
Oltretutto l'idiozia del titolo è doppia visto che il film potrebbe essere, in quanto a melassa, cugina di primo grado di "In & out" e di "Le fate ignoranti". Di perversamente o ambiguamente "nascosto" non c'è niente, anzi è tutto fin troppo cristallino!!!
Ancora il solito vittimismo da deportato ebreo (poverino il gay che si sente chiamare frocio! e che non è libero di sculettare in giro!), ancora il solito moralismo globalizzato alla Tony Blair (evviva i gay purché non scopino a destra e a manca ma restino nell'ambito della coppia e della Famiglia), ancora la solita eroicizzazione del gay martire che esce allo scoperto (chiaramente in maniera plateale dichiarandolo di fronte a tutta la scuola nel giorno del diploma!) e la conseguente condanna senza riserve dell' etero (?) che si scopre gay ma che non riesce ad ammetterlo e non vuole rivelarlo al mondo intero (eh certo bisogna essere tutti come Grillini e Gullotta e sbandierarlo ai quattro venti, altrimenti non vali niente! Non si ammette la difficoltà (e il tempo) che richiede riconoscere un aspetto così intimo della propria natura, no o così oppure sei out!!!)
E' anche vero che per fortuna il film è inglese e quindi gli attori sono estremamente credibili, (in particolare non tanto il protagonista, fin troppo prevedibile nel suo gay pride politicamente corretto, quanto il suo fidanzatino, gay non dichiarato, pieno di turbe e fobie e la sua amica del cuore, una cicciona dal viso d'angelo e dalla lingua infuocata che da sola vale il prezzo del biglietto!) e lo humour all british è dissacrante al punto giusto anche se purtroppo affievolito e in parte annullato dalla melassa dilagante.

Marco Catola