VOCI

Regia: Franco Giraldi
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Miki Manojlovic, Gabriella Pession, Erika Blanc, Sonia Bergamasco, Gabriele Lavia, Rossella Bergo, Imma Piro
Sceneggiatura: Franco Giraldi, Chiara Laudani, Serena Brugnolo, Alessio Cremonini
Distribuzione: Lantia
Origine: Italia, 2002
Sito: www.lantia.it

Con Voci Giraldi si conferma il regista italiano più bravo a demolire i romanzi da cui trae i suoi film. Nel 1996 era toccato a La frontiera di Franco Vegliani da cui aveva tratto un film omonimo di stampo penosamente televisivo che aveva deluso ogni aspettativa, oggi è toccato a Voci di Dacia Maraini e il risultato è pressoché identico. Giraldi non si è avvalso della collaborazione dell'autrice nella stesura della sceneggiatura (e si sente!) e ha preferito circondarsi di suoi collaboratori finendo per modificare alcuni aspetti del romanzo. Sposta l'azione da Roma a Genova. Motivazione: la capitale rendeva il film troppo datato(???). Sostituisce il bullo romano Nando con un personaggio ambiguo e straniero (Miki Manojlovic) che però mantiene lo stesso nome italiano(???) e la prostituta Sabrina legata a Nando con una praticante di uno studio legale (Rossella Bergo). Motivazione: il rapporto bullo-prostituta era troppo scontato(???).
Giraldi si vanta però di non aver tradito il tema portante del libro della Maraini ossia la violenza sulle donne. Purtroppo c'è poco da vantarsi perché in realtà solo una volta (e male per giunta!) si accenna alla condizione femminile affermando che la donna quando diviene incontrollabile viene fatta fuori.
E si vanta pure del cast. Un consiglio alla signora Scaramella, la casting director (che parolone!): e se si cambiasse mestiere? Pochi nella storia del cinema sono riusciti a riunire un gruppone di attori tanto inadatti quanto insopportabili, ahò non se ne salva uno!
Valeria Bruni Tedeschi fuori parte( vabbè se si eccettua la Balia di Bellocchio lo è sempre!) con la sua voce da corvo castrato non azzeccherebbe una intonazione neanche se la doppiassero, Manojlovic insiste a voler lavorare in Italia ma perché? Non gli era bastata la pietosa performance nel Macellaio di Grimaldi? A quanto pare no, con tutto il rispetto per l'attore-feticcio di Kusturica ma qui sembra mr. Bean dei Balcani!, Gabriella Pession, che dovrebbe interpretare la lolita apparentemente ingenua che nasconde segreti e turbe perverse, con quel faccione da bambola gonfiabile ogni volta che tenta di sedurre con sguardi e moine da vamp fa solo scompisciare, Gabriele Lavia ancora non ha capito che non sta recitando zio Vanja all'Eliseo ma che si trova su un set cinematografico (qualcuno glielo può spiegare?), Sonia Bergamasco, che in L'amore probabilmente faceva addormentare anche l'insonne più inguaribile, è così inutile nel ruolo della sorella morbosamente gelosa da suscitare tenerezza, Rossella Bergo (ma chi è?) ha la voce (e le intonazioni purtroppo) di Debora Caprioglio ma non le forme, sembra Maria De Filippi mora!
Il film dovrebbe essere un giallo psicologico in cui la morte di una donna svela i soliti altarini di borghesucci repressi e ipocriti, in realtà la trama appassiona così tanto che ricordarsi chi è stato ucciso dopo dieci minuti di film è un'impresa! Ma siamo sicuri che il titolo si riferisca al romanzo della Maraini? Secondo me invece Voci si riferisce appunto a quelle degli attori, forse le più brutte della storia dell'umanità, Bruni Tedeschi (ma che farfuglia?), Bergo (non le devi leggere le battute ma interpretare!), Manojlovic (parla in italiano non doppiato!), Pession ( e se ci iscrivessimo ad un corso di recitazione?).

Marco Catola