WILLARD

Regia: Glen Morgan
Sceneggiatura: Gilbert Ralston, Glen Morgan
Cast: Crispin Glover, Laura Harring, R. Lee Ermey, Jackie Burroughs, Kim McKamy, William S. Taylor, Edward Horn, Gus Lynch, Laara Sadiq
Montaggio: James Coblentz
Fotografia: Robert MacLachlan
Scenografia: Mark Freeborn
Musica: Shirley Walker
Origine: Usa, 2003
Durata: 100’

 

 

Qualcuno si ricorderà del film "Willard e i topi" di Daniel Mann del 1971 e del suo seguito “Ben” di Phil Karlson del 1972, due film che avevano come protagonisti i topi e che ebbero un notevole successo anche in Italia all’inizio degli anni 80 (passavano ripetutamente su Italia 1). Ecco questo “Willard il paranoico”, (il titolo italiano è quanto di più stupido e fuorviante si possa immaginare e dobbiamo ringraziare, credo, Edwige Fenech e Luciano Martino che sono i distributori italiani che probabilmente hanno impiegato tutti i loro soldi per promuovere quella ciofeca inguardabile di “Il mercante di Venezia” tralasciando di occuparsi di un buon film come questo che peraltro è del 2003 ed esce adesso ed in pochissime copie!) è il remake di “Willard e i topi”. Nel ruolo che fu del protagonista di allora, Bruce Davison, (che appare in un ritratto come padre di Willard) troviamo Crispin Glover, uno dei migliori e più sottovalutati attori di tutti i tempi, un incrocio tra Willem Defoe e Anthony Perkins, che vanta una carriera ormai ventennale, nonostante sia poco più che quarantenne, famoso per essere stato George McFly, il padre di Michael J.Fox in “Ritorno al futuro”, e visto di recente nei due “Charlie’s Angels”(era il cattivo muto con la fissa per le ciocche di capelli).
Rispetto all’originale la storia rimane pressoché identica: Willard è un mediocre impiegato vessato in casa da una madre semiparalitica e asfissiante e al lavoro da un boss sadico ed autoritario. Una notte scopre che la cantina della sua casa è infestata dai topi ma invece di disfarsene instaura con loro un morboso rapporto di amicizia a tal punto da riuscire ad addomesticarli e a servirsene per vendicarsi di chiunque intralci il suo cammino. Tutto fila liscio finché il gioco non gli sfugge di mano…
Glen Morgan, produttore e sceneggiatore della serie “X-files” (di cui ha diretto anche un episodio “Musings of a Cigarette Smoking Man”) e di “Final destination” e“Final destination 3” (che uscirà il prossimo anno), regista dell’atteso “Black Christmas” in uscita nel 2006, ha collaborato alla sceneggiatura di “Willard”, insieme allo scrittore del racconto da cui è tratto il film, Gilbert Ralston, insistendo sull'evoluzione psico-patologica del protagonista, un giovane alienato che trova conforto e sostegno solo nei topi, una sorta di moderno pifferaio di Hamelin che usa i suoi piccoli amici per raggiungere i propri scopi ma che se li ritroverà contro non appena cercherà di sbarazzarsene.
Una favola nera a metà tra il fantasy e la black comedy che rievoca atmosfere gotiche alla Tim Burton (si spera anzi che il caro buon Tim si ricordi della performance strabiliante di Crispin Glover, qui al suo primo ruolo da protagonista, e lo utilizzi per i suoi prossimi film al posto di quel cane di Johnny Depp!).
Nel cast, oltre ad uno stralunato e paranoide Glover, ritroviamo la meravigliosa Laura Harring, la sexy star di “Mullholland Drive”, e il terribile R. Lee Ermey, l’indimenticabile sergente Hartman di “Full Metal jacket”.
La canzone “Ben”, che dava il titolo all’omonimo film del 1972, composta da Michael Jackson, che fu addirittura candidato all’Oscar, riecheggia anche in questo film nella divertente scena del povero gatto divorato dai topi.

 

Marco Catola