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WONDERLAND Regia: James
Cox
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| "John
Holmes, una vita per il cinema" cantavano un po' di anni fa gli scatenati
ed irriverenti Elio e le storie tese. In realtà per John Holmes,
il mitico re del porno (la leggenda dice che avrebbe girato più di
2000 film e fatto sesso con circa 14000 donne!), il cinema non era proprio
la sua vita. Diciamo che il sesso, quello abbastanza asettico ed algido
dei film a luci rosse che girava per vivere, non era la sua passione primaria.
Forse non tutti sanno che alla fine degli anni Settanta (che coincide anche
con la fine della sua carriera cinematografica) il nostro mr 35 cm (e non
mm!!! Come l'omonimo sito di cinema, c'è chi dice 30 e chi 33, in
ogni caso sempre di un serpentone si tratta!) aveva cominciato a farsi di
brutto. Sì insomma il suo enorme "dono" non gli tirava
più mentre lui tirava su di tutto e si sa, una cosa tira l'altra
e
La delinquenza è dietro l'angolo, le cattive compagnie non
tardano a crearsi e pure i problemi con la legge non si fanno attendere.
Se Anderson aveva raccontato (liberamente) la storia di John Holmes, dall'esordio sulla scena dell'hard-core fino all'inizio della crisi del pornosystem nell'epocale e nostalgico "Boogie nights", Cox in "Wonderland" segue il periodo immediatamente successivo, quello cupo e triste in cui non si vedono culi e tette ma solo eroina, sangue e morte. Il titolo fa riferimento ad un agghiacciante massacro avvenuto nell'estate dell'81 ad Hollywood, a Wonderland ("Paese delle meraviglie"!). Nell'atroce delitto sarebbe stato coinvolto anche Holmes. In realtà non si è mai saputo fino a che punto vi fosse stato coinvolto, di sicuro si sa che c'erano di mezzo droga e soldi e che forse Holmes non era proprio uno stinco di santo. Un ritratto amaro, crudo e violento dell'altra faccia di Hollywood. Quella che tutti fanno finta di non conoscere. Quella oscura e terribile che crediamo esista solo nei peggiori incubi. Quella che ha davvero poco del patinato a cui siamo abituati. Cox ha appena 27 anni come Anderson ai tempi di "Boogie nights"(forse lui era addirittura più giovane) e se lo si può biasimare per un certo taglio convenzionale della narrazione gli si può concedere tuttavia un po'di indulgenza. L'impegno non manca certo come del resto l'accuratezza nella ricostruzione dell'ambiente e della storia (Cox si è avvalso della collaborazione di Sharon Holmes e di Dawn Schiller, rispettivamente moglie e compagna del pornodivo) e la ricerca di un cast davvero all'altezza. Val Kilmer (bambolotto detestabile da rivalutare solo per la bella prova del recente sottostimato"Salton Sea", uno degli "invisibili" della scorsa stagione) tende un po'troppo a ricalcare il personaggio di Jim Morrison di "The doors" di Stone e pur calandosi bene nell'antieroe tossico e perdente manca purtroppo del phisique du role (faccia tonda da bovaro texano che non ha niente a che vedere con la fisicità filiforme di Holmes). Irriconoscibili McDermott, l'avvocato con scrupoli di coscienza della serie tv "The practice", qui nel ruolo del viscido e pericoloso David Lind, unico scamapto al massacro, Lucas, il biondo sexy e sempliciotto di "Sweet home Alabama" di Andy Tennant e visto di recente anche nel fumettone di Ang Lee "The Hulk", qui nel ruolo dello psicotico e violento Ron Launius, Ted Levine, l' inquietante serial killer a cui Clarice Sterling dà la caccia nel cult "Il silenzio degli innocenti", qui nel ruolo di Sam Nico, uno della banda, e la Bosworth trasformata da eroina androgina del surf in "Blue crush" a lolita ingenua pazzamente innamorata di Holmes (la stessa Dawn Schiller). In un cameo (la donna che vuole redimere Dawn dal peccato) ritroviamo la rediviva Carrie Fisher, la principessa Leila di "Star Wars". Certo sarebbe stato molto più interessante l'accostamento al fatto di cronaca di una ricostruzione socio-antropologica del personaggio John Holmes (solo in due punti del film se ne accenna un'analisi, il primo durante la festa di fattoni quando il povero Holmes è costretto a mostrare a due ragazzette arrapate il suo "mostruoso" dono e il secondo alla fine quando si sfoga con la moglie rinnegando il suo membro, sua fortuna ma anche sua condanna!), vera e unica icona del porno (niente a che vedere con quella sciacquetta di Rocco Siffredi!), vero brutto e dannato che ha segnato un'epoca, con il suo rapporto con il sesso, con l'amore, con il suo membro , con la società bacchettona americana Insomma oltre la terza gamba c'è di più!!! Marco Catola
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