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YO PUTA Regia: Luna
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E' tornata
Luna. E non Bigas, ma semplicemente Luna. E per una volta avrei preferito
il regista catalano a questa giovane regista valenciana. Forse non tutti
si ricorderanno il suo primo film, Stranded, presentato al Fantafestival
(!!!) di due anni fa. Vi dico solo questo: i poveri malcapitati presenti
alla proiezione hanno cominciato a fare le ombre cinesi sullo schermo
per vincere la noia mortale che regnava sovrana. Insomma lasciamo perdere
il passato e veniamo al presente. La giovane Luna realizza una sorta di
docufiction sulla prostituzione basandosi sul bestseller di Isabel Pisano,
"Yo puta" appunto. A parte che viene da chiedersi se ce ne era
davvero bisogno, purtroppo il tentativo di indagine di un mondo tanto
affascinante quanto (s)conosciuto si risolve in una tremenda carrellata
di mignottone e marchettari dalla bellezza imbarazzante e dal cinismo
disarmante che parlano alla telecamera compiaciuti della loro professione/arte/talento.
Ma Luna non si accontenta del semplice film-inchiesta e allora appiccica
agli insostenibili deliri di puttane e puttani in stile Fiorucci con sfondi
rosa shocking e ambientazioni da fumetto la storia (finta) di tre donne
che vivono nello stesso residence: la giornalista che sta conducendo l'inchiesta
nel mondo della prostituzione alias la voce narrante, un'attrice mancata
che tra un provino e l'altro trova i soldi per l'affitto prostituendosi
in un club e una giovane studentessa con problemi finanziari che medita
di risolverli seguendo l'esempio della sua intraprendente vicina. Marco Catola
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