ZATOICHI

Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Cast: Takeshi Kitano, Tadanobu Asano, Michiyo Oguso, Yui Natsukawa, Guadalcanal Taka, Daigoro Tachibana, Yuko Daike, Akira Emoto
Fotografia: Katsumi Yanagijima, Hitoshi Takaya
Costumi: Kazuko Kurosawa
Scenografia: Norihiro Isoda
Musica: Keitchi Suzuki
Origine: Giappone, 2003
Durata: 115'



Se dici Kitano pensi subito alle pistole, alla Yakuza, alle sparatorie, ai regolamenti di conto, al sangue. In "Zatoichi" tutto questo c'è ma è applicato ad un'altra epoca. Siamo nel XIX secolo, al posto delle pistole ci sono le spade, al posto della Yakuza ci sono i clan che si spartiscono il potere sui villaggi dei contadini, al posto delle sparatorie ci sono i combattimenti corpo a corpo con le spade.
Come era successo l'anno scorso con "Dolls", sempre in concorso al Festival di Venezia, che aveva spiazzato tutti per il diverso approccio di Kitano nei confronti dell'amore e della morte, anche con "Zatoichi" non si può che restare a bocca aperta. Non solo perché è un film in costume (è la prima volta che Kitano si cimenta con il genere d'epoca), non solo perché è tratto da un racconto di Kan Shimozawa, di cui è stata realizzata pure una famosa serie televisiva arrivata anche da noi (è la prima volta che Kitano dirige un film tratto da un'idea non sua), non solo perché per le scene dei combattimenti è stata usata la computer graphica. Ma anche perché il film straripa di humour irresistibile nel perfetto stile di Kitano, il sangue scorre a fiumi e c'è un happy end atipico con il ballo di gruppo di tip tap non alla Gene Kelly ma in chiave moderna con il gruppo giapponese degli "Stripes".
Kitano riesce ancora a fare del cinema un vero traghettatore di sogni. L'atmosfera che costruisce contaminando l'antico con il moderno e infarcendo il genere d'epoca di action, mistery ed effetti speciali trasporta in una dimensione non onirica ma da sogno. E' come tornare bambini ed assistere ad un fumettone sul grande schermo dove ci sono i cattivi che devono essere fermati e ti aspetti che prima o poi cada dal cielo un vendicatore solitario che riesca a salvare gli innocenti e a riportare l'ordine. E Zatoichi è l'uomo della salvezza. E' cieco (forse), biondo platino (!!!), fa il massaggiatore (!!!), gioca d'azzardo (!!!), gira sempre con un bastone rosso che nasconde all'interno una lama affilata e maneggia la spada come un samurai. Decisamente trascinante ed esaltante. Imperdibile.

Marco Catola