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GAY VILLAGE 2010 – IX Edizione Egotrip/SECONDO ATTO 24 luglio 2010 – ore 21.45 Il ritorno di Tuuli e Titolo: Attraversando l’arcobaleno Il progetto Egotrip partito il 23 luglio al Gay Village con DJ internazionali, un dance floor multimediale e uno spettacolo con animazioni di grande impatto, non è solo intrattenimento, gioiosa libertà e divertimento ma anche cultura e riflessione. La serata del 24 Luglio infatti sarà dedicata all’aspetto più riflessivo del viaggio dell’io, attraverso la proiezione di due documentari che raccontano proprio il conflitto fra la voglia di liberare il proprio ego, mettendo in crisi profondamente la propria vita e le abitudini in cui essa è costretta, e il desiderio di far sparire il proprio ego alla ricerca di qualcosa di più profondo. I due documentari, “Il ritorno di Tuuli” e “Attraversando l’arcobaleno”, narrano due storie, quelle di due donne che intraprendono viaggi diversi alla ricerca di se stesse. -Tuuli, una donna finlandese che lascia la propria vita agiata per ritrovarsi nella natura di una Lapponia dalla bellezza indimenticabile e per modificare completamente la propria identità alla ricerca di sé. -Lulu, una transessuale descritta nel suo viaggio emotivo e umano attraverso tutto il percorso prima e dopo l’intervento che la porterà a diventare una donna. L’esplicita richiesta da parte di Lulu di poter essere ripresa in questo passaggio dona al documentario una grande forza, quella della verità di una crisi, di un passaggio da un’identità ad un’altra. Entrambi i lavori sono arricchiti dalla musica di Alessandro Cipriani, nel primo caso con la collaborazione di musicisti lapponi, nel secondo caso con musiche proprie. SABATO 24 LUGLIO – proiezione doppia Titolo: Il ritorno di Tuuli Da Helsinki, la “città bianca del nord”, la “figlia del Baltico” - come viene tradizionalmente chiamata- e poi da Tampere, attraverso un viaggio in treno di 800 km, giunge a Luosto. Qui ritrova e riprova nello sguardo e nel cuore l’emozione della straordinaria bellezza dei boschi innevati e dei vasti spazi spopolati della terra del grande popolo del nord. Proseguendo il viaggio e arrivando a meno di 100 km da Capo Nord, in uno scenario di raro incantesimo, in mezzo alla neve tra i boschi, davanti a un fuoco magicamente vibrante Tuuli- accompagnata dal rito di uno sciamano sami, che canta joiku e suona il tamburo costruito per lei e per la sua iniziazione- recitando preghiere per la Grande Madre con profonda dolcezza, ritrova se stessa e le proprie intime origini. Attraversando l’arcobaleno Lulu all’improvviso non c’è più. Negli anni ’70 era stata un attore, prima di affermare con forza la sua identità femminile, e come attore aveva fatto tanto teatro e alcuni film. Aveva partecipato a “E la nave va” di Federico Fellini rimanendo affascinata dalla figura carismatica del regista. Con il nuovo secolo aveva deciso di diventare donna a tutti gli effetti, donna anche per l’anagrafe. L’intervento era la meta raggiunta dopo anni di preparazione presso il centro Saifip del San Camillo di Roma. La sua voglia di semplicità, amava il minimalismo, preferiva sottrarre piuttosto che aggiungere, traspare dall’immagine che ci lascia “Attraversando l’arcobaleno”, un documentario diretto da Silvia Di Domenico e da Marco Rovetto. Con pochi fotogrammi viene raccontata l’esistenza di Lulu, la sua normalità di persona alla ricerca di un equilibrio in parte raggiunto: la si vede con il carrello del supermercato, davanti allo specchio della sua toletta, sul palco del World Pride mentre sfila come una dea indossando abiti da sogno. nel suo rapporto particolare con la figura della Madonna alla quale aveva reso omaggio scegliendo di chiamarsi Maria prima di Lulu, attraverso l’intervento che l’ha portata a diventare donna e tutto il percorso di cambiamento della propria identità di genere. Alessandro Cipriani Giulio Latini insegna Comunicazione multimediale alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”. Da molti anni tiene corsi e seminari di Analisi audiovisiva in diverse istituzioni universitarie, Conservatori di musica e centri professionali italiani e stranieri. Silvia Di Domenico Regista e montatrice, dal 1988 ha realizzato numerosi lavori audiovisivi presentati in festival e rassegne cinematografiche internazionali (Biennale di Venezia, torino film festival, mediterraneo film festival, Bourges IMEB, Festa del Cinema di Roma, etc.) e trasmessi da televisioni italiane e straniere. Per diversi anni ha insegnato presso il Dipartimento Video dell'Istituto Europeo di Design (IED) di Roma. Tra i suoi video: Frammenti (1991), Frenetic Art and Human Effects (1995, co-regia Janick Splidboel), Una nudità molto evidente (1997 - co-regia Gea Casolaro), Alberto Moravia e il Teatro, Roma Sarajevo scrittori contro ogni guerra, Roma Mostar Sarajevo (1997- produzioni fondo moravia), Ramificazioni (1998), Al Nur (2000) e The return of Tuuli (2001) co-regia Giulio Latini e Marco Rovetto, Bobby Pak & Beats (2001) e Lulu passing (2002 - co-regia Marco Rovetto), Fuori da qui (2007 - video realizzato nel carcere di Rebibbia, Roma). Ha realizzato inoltre il video per l'istallazione di Zha Hadid presso Villa Medici (Roma, 2000). Marco Rovetto (Roma, 1968). Laureato in Antropologia Sociale, lavora da anni come documentarista e montatore sia in RAI sia per importanti produzioni televisive e cinematografiche.
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