|
FANTAFESTIVAL
2002
a
cura di Marco Catola
Lunedì
27 maggio___martedì 28 maggio___mercoledì
29 maggio___giovedì 30 maggio
Al
via oggi la XXII edizione del Fantafestival. E ovviamente non potevo mancare
Ore 13:00: Esco dall'ufficio per andare a pranzo e poi schiacciare un
pisolino prima di gustarmi (si fa per dire) i primi film in concorso al
Savoy. Ho messo piede fuori dall'ufficio quando squilla il telefono, che
faccio? Sono le 13:01, rispondo o me ne frego e fuggo? Purtroppo prevale
l'istinto da da segretarietta modello e faccio l'errore di rispondere.
E' il mio capo che ha la simpaticissima idea di volermi dettare ben tre
lettere di 11 pagine ciascuna che devono partire in giornata, facendo
due rapidi calcoli anche oggi, come sempre, me lo hanno messo in quel
posticino, vabbè schizzo a casa e passo la mia pausa-pranzo davanti
al portatile a scrivere. Riesco a finire per le 16:00 e allora rischizzo
in ufficio, preparo le raccomandate, faccio le fotocopie e scappo alle
poste, con la rapidità della solita cogliona dello sportello spedizioni
finisco per le 16:35, tiro allora l'inevitabile bestemmione e tutti si
girano, alla fine però in sella al mio bolide, ahò Valentino
Rossi a me me fa una pippa!!!, arrivo al Savoy, sono le 16:45, cazzo!
Non ho mai visto un film cominciato, ma chi se ne frega tanto è
il Fantafestival
Entro, è buio, buio, il film poi non ha neanche
una scena con un minimo spiraglio di luce e così dopo essere inciampato
in 39 persone (e aver tirato altrettante bestemmione!) riesco a sedermi
in basso, di lato e appiccicato a due loschi figuri, quando il film finisce
si accendono le luci e così scopro a chi cavolo sono seduto accanto,
indovinate un po'! Eh sì sono proprio loro, sì lui e lei,
il fanziniero e la sarda, ammazza che palle!!! Me li trovo da tutte le
parti, è una persecuzione! Se non fossi sicuro che mi detestano,
potrei pensare che vogliono fare uno scambio di coppia, vabbè io
non scambierei proprio nulla, sapete il buio, la sala, le poltroncine,
insomma chi c'è c'è
Meno male che mi detestano!!!
Seduti un po più in avanti riconosco pure quello sfigato di Blob,
no, non il soporifero, inconcludente e sussiegoso di Ghezzi, ma l'altro
quello che farebbe bene a lavorare dietro le quinte di Fuori Orario e
a non parlare mai vista l'inguaribile balbuzie, Marco Giusti, credo, in
compagnia di un suo clone senza barba e senza pancia, il sig. Giusti cmq
sbuffava e si lamentava per il film giapponese troppo sanguinoso e incomprensibile
per i suoi gusti!!!
E ora i film
di oggi:
In concorso
SCHOOL KILLER
Regia: Carlos Gil
Cast: P. Naschy, O. Molina, C. Fuentes
Origine: Spagna, 2001
Poverini Almodòvar e Amenàbar ce l'hanno messa tutta pur
di determinare una spanish renaissance ma alla fine è bastato che
il più mediocre regista iberico, il nostro amico Carlos Gil, girasse
un film horror (eufemismo) per seppellire di nuovo il cinema spagnolo
nella più profonda e buia catacomba. C'è aria di morte ma
non nella school nella mente bacata del regista. Ed è pure morte
secca!!!
Il film è un'accozzaglia di scopiazzature da tutti i tipi di film
americani per teenager e sembrerebbe pure made in USA se non fosse per
l'accento spiccatamente catalano degli attori che ogni volta che parlano,
perfino quando urlano prima di essere sgozzati come capretti, fanno sbellicare!
Trama folle: sei ragazzi passano il weekend in una scuola abbandonata(ma
perché?), dove non c'è luce né acqua né niente,
ma solo gli spiriti di un pazzo vigilante e di altri 6 ragazzi massacrati
vent'anni prima!!! Originale vero? Fosse solo questo
Effetti splatter(brutti!),
regia monotona e musica a palla ininterrotta. Qui l'unico killer è
il regista e le vittime sono gli spettatori!
RICKY 6
Regia: Peter Filardi
Cast: Vincent Kartheiser, C. Christ, S. Singh
Origine: Usa, 2000
Vi ricordate il ragazzino pazzo scatenato di The Unsaid, ecco qui è
ancora più folle e sinceramente è proprio bravo, affascinato
non si bene perché da Satana, si proclama suo seguace e in virtù
forse di una possessione forse di un istinto naturale proprio di tutti
e non solo di un indemoniato uccide un suo coetaneo e travia il suo amico
del cuore. Lui sembra più una lei visto che ha labbra, capelli
e movenze da lolita, l'amichetto è un mini-Matt Dillon che si ritaglierà
di sicuro un posto tra le nuove leve della young Hollywood. Il film non
ha molto di fantastico né di pauroso, però è molto
delirante ed onirico, è girato con una pellicola che fa sembrare
tutto vecchio e provinciale, in realtà siamo nel New Jersey e credo
oggi. Il delirio del protagonista non si capisce bene se sia dovuto proprio
alla sua possessione demoniaca o all'uso di droghe allucinogene e quindi
il sottofondo moralistico proibizionista irrita un po'. Noioso ma interessante.
ICHI THE KILLER
Regia: Takeshi Miike
Cast: T. Asano, N. Omori
Origine: Giappone, 2001
Che i Giapponesi fossero fusi di testa lo sapevamo già, certo questo
film conferma ancora una volta che l'Est è così lontano
da noi, non solo territorialmente ma proprio nel modo di rappresentare,
di sentire e di esprimersi.
La trama è troppo complessa da riassumere, cmq è veramente
una figata di film, a molti non è piaciuto, forse è troppo
lungo e di sicuro non va bene per i deboli di stomaco
Sembra un fumetto,
un cartone animato (giapponese!) sottoforma di film. Violentissimo, sanguinosissimo,
perversissimo, stranissimo!!!
Vi dico solo come inizia: in una camera un pappone sta pestando a sangue
una mignottella e poi la violenta, sul terrazzo un ragazzo li spia e indovinate
che fa? Si masturba, il pappone sente un rumore, esce e si vede su una
pianta colare del liquido bianco sul quale poi si formano le lettere del
titolo, very cool!!! Il film poi è tutto in digitale (ma che digitale!!!),
gli attori vestono cappottoni rossi, giacche pitonate, completi viola,
camicie floreali, insomma sfoderano un look da capogiro, l'eleganza nipponica
è impressionante, altro che Cavalli e Armani!!!
Per tornare alla storia c'è da dire che il ragazzo segaiolo in
realtà è una specie di supereroe, è un Edward piedi
di forbice, ha una tuta di latex nera e ai piedi delle lame che tagliano
come la sciabolona di Ghemon, l'amico di Lupin III, e che lui utilizza
però solo sotto ipnosi (???). Una particolarità che ho notato
è la somiglianza con Address Unknown di Kim Ki Duk, il regista
coreano di Seom (L'isola), in entrambi i film c'è infatti un gusto
particolare per il sadismo-masochismo dei personaggi e per la mutilazione-distruzione
dei corpi. Qui addirittura si vedono fino in fondo torture vomitevoli
( vi ricordate Vincent D'Onofrio appeso con gli uncinoni nel film di Tarsem,
The cell? Ecco qui oltre agli spilloni versano pure l'olio bollente!),
piercing dal vivo, braccia spezzate a mani nude, scuoiamenti, sbudellamenti
e chi ne ha più ne metta
Il masochismo giapponese è
all'ennesima potenza ma nasconde anche qualcosa di profondo ed inspiegabile
per noi beceri occidentali che ridiamo come dei cretini di fronte ai suoni
della lingua giapponese senza invece pensare a cosa veramente rappresenta
per loro il corpo e la violenza ad esso applicata. Spettacolare e disarmante.
Una gioia per l'occhio e la mente, un po' meno per lo stomaco!

martedì
28 maggio
Seconda giornata
del Fantafestival ed oserei definirla all'insegna dell'incularella come
dicono qui a Roma
Eh sì perché ieri mi ero dimenticato
di dirvi che l'organizzazione lascia molto ma proprio molto a desiderare,
a parte continue interruzioni (e non per l'intervallo tra primo e secondo
tempo!), verso la fine di Ricky 6 i sottotitoli (ah già i sottotitoli!!!!)
saltano e la povera donna addetta (l'organizzatrice?????) comincia a tradurre
simultaneamente con il microfono!!!
Tornando ad oggi, arrivo in orario per il primo film (quello delle 18:30),
finalmente senza fare le corse, mi siedo al mio posticino centrale, solo
soletto e davanti a me vedo due coppie, che carini, vengono a vedersi
il film tutti assieme innamorati come il primo giorno, ascolto involontariamente
i loro discorsi, lui a lei: "Eh sì, te ricordi?", (e
io penso: cosa il tramonto? Le tue carezze? Il nostro amore?), lei a lui:
"E chi se lo dimentica, c'avevano dei clisteroni grossi così!!!"
facendo il gesto con le mani, l'altra lei all'altro lui: "Noi non
lo abbiamo visto quel film, ammazza ma davero quei clisteroni, che figata!!!",
e allora io faccio la scimmietta, quella che si tappa le orecchie, e mi
giro dall'altra parte, purtroppo non posso fare pure quella che si tappa
gli occhi e così mi vedo davanti un ragazzetto con i capelli color
fuoco e 4873 piercing su tutta la faccia(faccia????), accanto a lui un
altro in canottiera totalmente tatuato, che carini!!! E se spegnessimo
le luci? Non l'avessi mai detto, è buio e vedo due posti accanto
a me sedersi un capellone, vabbè che vuoi che sia, comincia il
film e questo si alza e si mette proprio appiccicato a me, uffa che palle!
Ma la fila è vuota, perché? Ahò non mi vorrà
mica tocchignare, no perché sapete io certe cose non le faccio
(al cinema intendo), a questo punto l'organizzazione ci mette ancora lo
zampino e infatti il film dopo appena due minuti salta e così si
accendono le luci e indovinate chi è lo stranger in the dark? Anthony
del Detour, mannaggia e io che m'illudevo di aver fatto l'incontro della
mia vita
Comunque l'incularella a cui mi riferivo non era questa ma si tratta del
cambiamento del programma che, già povero di suo, oggi ha subito
una modifica, il film spagnolo delle 18:30 (Tuno Negro) non c'è
(ed ho scoperto che non ci sarà più!!!) e sarà sostituito
da Inside the story (o The inside story, non ho ben capito) previsto per
giovedì, ma non è finita perché alle 22:30 non c'è
il film spagnolo Stranded ma Waking Life (che ho già visto), se
non è un'incularella questa
Vabbè
e allora passiamo ai film di oggi:
In concorso
SLEEPWALKER
Regia: Johannes Runeborg
Cast: Ralph Carlsson, Ewa Carlsson, T. Novotny, A.Palm
Origine: Svezia, 2000
Lo so cosa vi viene da pensare, il sonnambulo, uuuuhhhh che paura! In
realtà anche questo film non è proprio da Fantafestival,
nel senso che non è un horror né un fantasy, diciamo che
una sòla di film thriller, ora vi spiego perché: il regista
utilizza l'elemento del sonnambulismo solo come pretesto per mascherare
un vero omicidio premeditato, quindi l'elemento parapsicologico attorno
a cui ruota tutta la storia fino alla rivelazione finale è pura
finzione, e in questo sta certamente il pregio del film. Mi ha fatto lo
stesso effetto di Along came a spider, cioè per tutta la durata
del film l'ho detestato ma alla fine l'ho rivalutato, vabbè questo
è meglio del blockbuster con Morgan Freeman, soprattutto è
più originale.
Marito e padre modello crede di aver ucciso la moglie e i suoi bambini
da sonnambulo e mobilita tutti per cercare la verità, invece si
tratta solo della materializzazione del suo incoscio, dei suoi pensieri,
dei suoi sospetti e quindi voi direte, ah ma allora non è morto
nessuno? Eh no in fondo al laghetto c'è un'auto con dentro un uomo,
l'amante della moglie del presunto sleepwalker e dopo i titoli di coda
tramite dei miniflashback (che si soffermano su particolari piccoli ma
decisamente importanti) viene a galla la verità.
Sembra confuso e irrisolto, invece è sì complesso e un po'farraginoso
ma niente male!
THE INSIDE STORY (O INSIDE THE STORY)
Regia: Robert Sutherland
Cast: K.Oliver, A.Curry, Ch.Tingwell
Origine: Australia, 2001
L'incertezza del titolo non è l'unico mistero di questo film, forse
è più misteriosa (e senza giustificazione) la sua presenza
al Fantafestival, veramente brutto. Ma è possibile che tra tutti
i film che ci sono abbiano scelto proprio questo? Ragazzi è peggio
pure di First Blood della scorsa edizione! Mi rifiuto di parlarne, troppo
inutile per essere vero!
Una noia mortale ma almeno si ride di gusto non grazie al film ma a tutti
quelli del pubblico che ad ogni scena, per passare il tempo e rifarsi
dei soldi buttati, fanno battute a raffica da pisciarsi sotto. Dalla protagonista
definita prima Maria De Filippi poi Titina De Filippo e infine Tina Pica
(un gran bel pezzo di gnocca avrete dedotto) alle critiche al Fantafestival
senza soldi che proietta certi film, a inni a favore di Al Festa e Stefania
Stella!!! Molti cmq si sono alzati e sono andati a vedersi Diabolik di
Bava nell'altra sala, beati loro!
Mercoledì
29 maggio
Terza (e fiacchissima!) giornata del Fantafestival la cui unica costante
ho scoperto essere non i film di genere ma la disorganizzazione. Come
ieri, anche oggi purtroppo il programma è saltato. Preparatomi
psicologicamente alla visione di tre film uno di seguito all'altro, mi
accingo ad iniziare la mia personale maratona quando scopro che Wendigo,
il secondo film della giornata non verrà più proiettato.
Ma perché? Voci di corridoio sostengono che Rambaldi (l'ospite
d'onore) sia costato troppo e quindi hanno dovuto risparmiare sui film,
ammazza già sono pochi (e bruttarelli) decimiamoli pure! Per (s)fortuna
al posto di Waking life alle 22:30 ci fanno recuperare Stranded.
Nella pausa di due ore tra il primo e secondo film decido di fare una
passeggiatina alla ricerca di cibo e soprattutto di Spider di Patrick
McGrath, sapete com'è, vorrei leggerlo prima di vedere il film
di Cronenberg, purtroppo la disorganizzazione impera in tutta Roma e non
solo al Fantafestival. Spider non solo non esiste in italiano (non è
ancora stato tradotto, vedrai dopo l'uscita del film quante copie escono,
sempre così, che tristezza!) ma pure la versione inglese è
terminata e non si trova da nessuna parte. Sconsolato me ne torno verso
il Savoy ma sul tragitto ho una visione, su una motoretta di queste più
potenti vedo un faccione tondo coperto da un casco ancora più tondo
e grosso, voi direte un idrocefalo? No, è er Piotta, il cantante
del "Supercafone" nonché (pseudo) icona trash di "Il
segreto del giaguaro", mi lancia uno sguardo di sfida e poi sfreccia
via, che brutto incontro. Illudendomi che le visioni siano finite, entro
in sala e vedo passare davanti a me quel deficiente con la faccia da schiaffi
che si intrufola sempre nei collegamenti dei tg, sì quello che
Fede vorrebbe uccidere (e non solo lui), credo si chiami Paolini, con
bermuda e immancabile collana di condom, allora scappo e mi siedo accanto
al gruppetto di ieri di quello con i 4873 piercing e di quello tatuato
al 99,9% senza accorgermi che il loro "capo" è molto
peggio, indossa una maschera tipo quelle sadomaso che aderiscono a tutta
la testa, insomma come quella del ciccione pazzo di 35 mm con Nicholas
Cage, aiutoooooooooo! Fuggo di nuovo e mi rifugio sul lato della sala
accanto ad una giovane donzella in carne molto rassicurante, le sorrido
e lei pensa bene di esibirsi in un megaruttone con conseguente sfiatata
al gusto Dreher, ahò meglio la fiatella che lo psicopatico!
Ed ora i
film
In concorso
CHAOS
Regia: Geraldine Creed
Cast: L.Harris, J.Barry, P.Lohmeyer
Origine: Irlanda, 2001
Da quel che ho capito (eh sì devo ammetterlo ho dormito e pure
bene, le poltroncine del Savoy sono un po' strette ma comode!), siamo
in un futuro imprecisato, in un posto imprecisato (ma si capisce che si
tratta dell'Irlanda) e Chaos è il nome di una sorta di circo, uno
show in cui umani e mezzi umani (mezzi robot) combattono tra loro in un
wrestling del futuro. L'organizzatore è un pazzo che investe con
l'auto un giovine con la fisima delle moto e gli far amputare braccia
e gambe per poi potergliele ricostruire e farlo combattere nel suo show.
Tralasciando i particolari, c'è da dire che la regista, sfruttando
all'osso il basso budget di cui dispone, sfrutta luoghi già esistenti
come fabbriche abbandonate, zone industriali, roulotte per ricostruire
un'ambientazione futuristica alla Mad Max. La trama non è proprio
avvincente ma il rapporto "mostro" e creatore potrebbe essere
una metafora del mondo dello spettacolo, in cui tutti si rifanno per essere
qualcos'altro e raggiungere il successo (l'omuncolo metà uomo e
metà robot diventa un eroe nazionale!). Le musiche, fichissime!,
sono di Dave Stewart, ex di Annie Lennox e degli Eurithmics.
A
LIVING HELL
Regia: Fujii Shugo
Cast: H. Hiroito, S. Hosiko, Rumi
Origine: Giappone, 2000
Cosa vi avevo detto dei Giapponesi, che sono pazzi? Ecco non sono pazzi
ma sono da rinchiudere con la camicia di forza!!!
Una sorta di "Non aprite quella porta" a Tokyo!!! Al posto del
vecchio schifoso qui c'è la nonnina (altrettanto schifosa!) in
kimono che adora i bulbi oculari e con parruccona bianca insegue le sue
vittime, e c'è pure la figlioletta inquietantemente anoressica
che l'aiuta e che si ciba di cagnoni pelosi. Le due minorate, dopo aver
fatto una strage familiare, vanno a casa di altri parenti e se la prendono
con il nipote in carrozzella (che poi si scoprirà figlio e gemello
siamese!!!!, delle due creature), gli uccidono il cardellino, giocano
a freccette con il suo petto, gli cavano un dente e gli martellano un
dito!!! Ma non è finita: dopo tutto 'sto bordello, in cui anche
padre e fratello del paralitico si rivelano degli schifosi cannibali,
succede che la storia dei gemelli siamesi e della famiglia carnivora è
tutta una balla, sì il paralitico soffriva di personalità
multipla, quindi nonnina & co. non esistono, uuuuuuhhhhhh che paura!
E' proprio un unferno vivente!!! No comment
STRANDED
Regia: Luna (Bigas? No solo Luna)
Cast: V. Gallo, M. De Medeiros, J. De Almeida
Origine: Spagna, 2001
Sì, è lui, la V. sta per Vincent, si tratta proprio di Vincent
Gallo! Ah Luca Baglioni (è il nome di Gallo nel film) ma che mi
combini? E' vero che non lavori ma le leggi le sceneggiature prima di
accettare una parte?
Il film è in inglese con i sottotitoli in spagnolo, ahia! E racconta
la storia del solito pallosissimo viaggio su Marte, la navicella s'ingolfa
ma guarda un po', e gli sfigati non possono tornare sulla Terra, ma va?
Luna, no, non il pianeta ma la povera pazza dietro la macchina da presa,
decide di far parlare (e basta) i suoi personaggi dall'inizio alla fine,
sembra un film di Bergman sul Pianeta Rosso, ammazza che palla! Oh non
succede nulla, ma veramente, siamo al Fantafestival e uno si aspetta dei
mostri, degli alieni, delle creaturine, degli effettacci, vi prego qualcosa
che non sia blablablabla
Insostenibile, prima parlano per 40 minuti
di chi è giusto che resti nella navicella e chi va fuori a farsi
una passeggiata, poi per altri 40 minuti camminano e parlano!!!! sempre
anche quando camminano e poi riparlano perché purtroppo su Marte
trovano l'ossigeno e così invece di crepare riescono ancora a sprecare
fiato.
L'unica fortuna è che il pubblico spossato da una simile bruttura
ha dato il meglio di sé, urlando dall'inizio alla fine, imprecando
contro il Fantafestival e soprattutto facendo le ombre cinesi a forma
di alieni che attaccano quella faccia da cazzo di Vincent Gallo. Mitico!!!!!!!!

Giovedì
30 maggio
Addio Fantafestival!
Anche quest'anno è andata. Male purtroppo. Eh sì questa
edizione non brillerà certo per i suoi film né tantomeno
per la sua organizzazione! Sono veramente irritatissimo!!! Vado al Savoy
alle 18:30 per vedermi il film inglese "Alone" ma dopo aver
comprato il biglietto mi comunicano che il film programmato non c'è
(tanto per cambiare) e che al suo posto c'è Stranded (aiuto!!!!)
e alle 20:30 c'è "The inside story" (ma mi stanno a prendere
per il c
?), allora l'unico film che mi posso vedere è quello
delle 22:30, si però così non si fa, non c'è proprio
rispetto per nessuno, è una vergogna!!! Mentre sto cercando di
sbollire la mia rabbia, vedo uscire dalla sala 1 una donnetta inviperita
che sbraita contro tutti, mi avvicino e capisco con chi ce l'ha, è
incazzata con i cosiddetti "urlatori", quella (grossa) fetta
di pubblico che per tutto il film fa battute a voce alta, grida e fa un
casino della Madonna, oltre alla donnetta si aggiunge anche un pelato
cattivissimo che dice che è inammissibile che un festival che è
stato finanziato dallo Stato permetta agli "urlatori" di rovinare
la visione di un film, il pelato vorrebbe parlare con gli organizzatori
ma non c'è nessuno!!!!!!! Vi rendete conto? Prendi i soldi e scappa!!!
Io cmq più che con gli urlatori me la prenderei con chi ha scelto
i film e poi non li ha proiettati, sinceramente è molto più
irritante non poter vedere i film annunciati che sentire degli scemi parlare
durante film che sono così brutti che forse solo le battute degli
urlatori riescono a salvare!
Avendo visto solo un film (ed un corto), non posso che fare un po' di
gossip: ho fatto un giro a Campo de' fiori e ho incontrato prima Claudio
Bigagli che se ne andava a spasso in bicicletta e poi Panatta sulla Smart,
hmm che scoop!!!
Ed ora i
film:
THE
ISLAND ON THE ROOF
Regia: Artemio Benki
Cast: Lenka Vlaakova
Origine: Repubblica Ceca, 2001
Si tratta di un cortometraggio girato con una splendida fotografia virata
al blu e con interpreti all'altezza, purtroppo la storia non sa di niente
e ha ben poco di fantastico per far parte del Fantafestival. Forse sono
troppo irritato per giudicare ma 'sto corto è decisamente inutile.
IMPOSTOR
Regia: Gary Fleder
Cast: Gary Sinise, Madeline Stowe, Vincent D'Onofrio, Lindsay Crouse
Origine: Usa, 2002
Presentato in anteprima al Fantafestival (uhh che onore!), Impostor non
è un thriller come mi ero illuso ma un film di fantascienza tratto
da un romanzo di Dick. L'unico problema è che non ci sono sottotitoli
(e io che mi ero pure seduto in prima fila per poterli leggere meglio!).
La storia non è semplicissima ma coinvolgente anche perché
la regia ha un ritmo forsennato che almeno tiene desti e non annoia e
poi la presenza della donna più affascinante di Hollywood ( e anche
la meno accorta nello scegliersi i ruoli oltre che la più sottovalutata!)
basta a risollevare le sorti di qualsiasi film!
Siamo nel 2079, l'ambientazione è decisamente bladerunneriana (dark
air, auto volanti e palazzi ultramoderni), si tratta di una caccia al
cyborg, il nostro eroe è inseguito dagli umani cattivoni e allora
scappa, scappa e riscappa fino al colpo di scena finale.
Marco Catola
|
|